| 1846 | Presumibilmente a quell’epoca risale il suo incontro con il canonico Gian Abbondio Crotti.
Nei lunghi anni passati nella casa paterna, dopo la morte del fidanzato, non sembra che abbia pensato né a formarsi una famiglia né a consacrarsi a Dio nella vita religiosa, pur mantenendo vivo il suo rapporto con il monastero della Visitazione. Sono stati anni di attesa e di ricerca interiore. Certo a Giovanna Franchi non dovette sfuggire la condizione davvero miserevole della popolazione che abitava a poche centinaia di metri dalla sua abitazione e il suo desiderio di fare qualcosa per i poveri, almeno quel poco che poteva, si incontra con un progetto del can. Crotti, il quale a sua volta, dovette rimanere dolorosamente colpito dallo spettacolo di miseria materiale e degradazione morale che offriva il quartiere della Cortesella, situato tanto vicino al Duomo e ai palazzi delle famiglie nobili e benestanti. |
| 1849 | Muore la madre. |
| 1852 | Muore improvvisamente il padre. Alla serva di Dio, il padre assegnava 32.000 lire milanesi; inoltre il possesso dei mobili esistenti nella stanza da essa abitata. Preoccupato per l’avvenire di questa figlia rimasta nubile, Giuseppe Franchi incaricava i due figli, Andrea e Pietro, a farsi depositari della eredità della sorella, finché vivrà in famiglia.” |