| 1857-1872 | Questi anni si possono definire basilari per quanto riguarda il carisma e la spiritualità della Pia Unione evidenziando quelle caratteristiche che saranno poi fedelmente trasmesse nella Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata.
Passati i primi tre anni di assestamento, madre Franchi si preoccupa che la Pia Unione abbia una vita spirituale regolare e ancorata a punti di riferimento precisi e comuni a tutte. Dal 1859 si susseguono regolarmente le settimane dedicate agli esercizi spirituali. Molto rilevante è anche la cura con cui la fondatrice, sempre affiancata da don Bernasconi, organizza la vita comunitaria: che assume la configurazione di una vera famiglia religiosa. Alcuni avvenimenti importanti: la vestizione dell’abito religioso, la compilazione del Metodo di vita, la presenza dell’Eucaristia nell’oratorio della casa, il primo capitolo comunitario e l’inizio di un periodo di prova per le aspiranti. È chiaro il forte influsso della spiritualità salesiana; parallelamente madre Franchi trasmette alle sue figlie alcune caratteristiche peculiari: devozione al Santissimo Sacramento, grande amore al Crocifisso e alla Vergine Addolorata, di cui gli ammalati sono l’immagine vivente; i santi protettori della comunità: l’Angelo Custode, San Camillo de Lellis, i fondatori dell’ordine della Visitazione, San Francesco di Sales e Santa Giovanna Francesca di Chantal e il patrono della Diocesi di Como, sant’Abbondio. Molto rilevante è anche il supporto della spiritualità ignaziana e il fine che Madre Franchi si propone: unire una profonda vita spirituale con un attivo apostolato esercitato verso gli ammalati, prediligendo i poveri ed i moribondi. |
| 04.04.1858 | Madre Franchi veste la divisa religiosa e porta al collo il crocifisso d’argento identico a quello indossato dalle Visitandine. Le altre suore lo porteranno a partire dal giugno 1873. |
| 01.05.1858 | Bianchi Giuseppa Curiori, con il suo testamento, lasciava allo stabilimento della sig.ra Franchi Giovannina la casa situata alla Croce di Quadra 15. La Serva di Dio fa apportare nella casa alcune modifiche per renderla adatta allo scopo della Pia Unione. Il lascito, fatto in buona fede dalla benefattrice, scatenò una questione con la Cà d’Industria di Como (istituzione benefica) e la questione si risolse con un accomodamento nel febbraio 1871. Madre Franchi ricevette l’indennizzo per le spese di restauro che aveva già fatto fare nella casa. |
| 21.11.1858 | La comunità veste l’abito proprio che rimarrà tale fino al 1982. |
| 02.1862 | La Serva di Dio chiede alla Santa Sede l’autorizzazione di conservare il Santissimo Sacramento nell’oratorio della casa. |
| 10.03.1862 | Ricevuto l’assenso, la Serva di Dio provvide ad ampliare l’oratorio facendone innalzare e decorare artisticamente il soffitto. È da notare che questi lavori di ristrutturazione assumono, per madre Franchi, il significato di una preparazione spirituale, quasi liturgica, all’avvenimento della presenza eucaristica fra le mura della casa.
«Quel giorno fu per noi di gran festa. La nostra riconoscenza verso Dio per un tale beneficio non sono atta a descriverla. Almeno potessimo, colla divina grazia, corrispondere ad un favore sì grande, quale quello di avere nella nostra casa Gesù Cristo in Sacramento, con tutto fare e patire per Dio, e per amor suo assistere e poveri infermi, ma con gran cuore». |
| 08.07.1862 | «Il molto reverendo nostro signor direttore don Giovanni Bernasconi ci portò il nostro Metodo di vita». La struttura di questa regola è molto semplice e costituisce l’attuazione del primitivo progetto che San Francesco di Sales aveva concepito per la Visitazione: visita a domicilio ai malati poveri e una struttura interna familiare e sobria; un giusto equilibrio fra lavoro, riposo e preghiera. La Serva di Dio apre infatti la sua famiglia religiosa ad accogliere donne non più giovani, di salute anche delicata, talvolta vedove, ma volonterose di dedicarsi tutte “all’assistenza corporale e spirituale degli infermi, preferendo i poveri nelle loro case private, soprattutto se moribondi”. |
| 06.08.1862 | La comunità compie un altro passo avanti nell’osservanza religiosa: «dietro permesso del nostro signor direttore abbiamo posto in comune fino la biancheria. Possa la Santissima Vergine offrire questo spontaneo sacrificio al suo Divin Figliuolo». |
| 1862 | Le Sorelle celebrano per la prima volta la festa della Madonna Addolorata. |
| 08.01.1863 | Il Vicario generale e l’arciprete della Cattedrale, mons. Carlo Zafferani, consegnò ufficialmente alla Serva di Dio e alle sue figlie il Metodo di Vita approvato. |
| 1865 | Cominciano a solennizzare il mese di maggio dedicato alla Madonna e quello di giugno dedicato al S. Cuore. |