Ritorno in famiglia

Fidanzamento e cura dei genitori
1824 Termina gli studi. A lei, come alle altre compagne che lasciavano il monastero per rientrare in famiglia viene consegnato il “Regolamento di pietà per le figlie che sono per sortire dal monastero”, una sorta di manuale che, come guida spirituale e comportamentale doveva accompagnare le giovani donne una volta tornate nel mondo.

La sua è una famiglia molto unita: un profondo affetto lega i figli ai genitori, specie alla madre. In famiglia nutrivano un discreto interesse per gli avvenimenti politici del momento, erano favorevoli ai mutamenti storici del Risorgimento. La famiglia conduceva vita ritirata e, aliena da ogni mondanità, non ricevevano, non frequentavano teatri. Un grande ruolo aveva invece la vita religiosa, con la partecipazione assidua alla vita parrocchiale e alle funzioni che si tenevano nel santuario del Crocifisso di Como.

1836-1843 In un “Elenco delle figlie di Maria”. iscritti all’oratorio centrale di Santa Dorotea in San Provino si trova il nome della Serva di Dio, di sua madre e della sorella Carolina. Si trattava di una associazione di signore che si impegnavano a insegnare il catechismo alle bambine. Le Franchi sono registrate come responsabili di un piccolo gruppo.

Nello stesso elenco, in pagine diverse, sono presenti i nomi di quelle che saranno poi le prime consorelle della Serva di Dio e di alcune donne che ne avrebbero frequentato la casa come ospiti e pensionati.

1840 Giovannina Franchi è fidanzata ufficialmente e si prepara ad un prossimo matrimonio. Il suo cuore, maturando colla mente illustrata da una educazione completa per una giovane dei suoi tempi, si aprì a poco a poco come un fiore che si apre a un sole primaverile e palpitò anch’esso sognando un avvenire di felicità e di affetti, impersonato nella amata persona di un fidanzato. Giovannina Franchi ebbe i suoi primi anni pieni e lieti. Nessun dato permette, attualmente di individuare questo fidanzato. La sua morte, forse dovuta a una lenta e inesorabile malattia, fece sfumare ogni progetto di matrimonio. Fu un evento che la fece soffrire e riflettere.
1842 Lo zio Carlo Andrea Franchi, non avendo figli, divise il patrimonio fra i nipoti; a Giovannina, come alle sue sorelle, assegnava lire tremila per ciascuna.
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